Lazio

La scuola che include: pratiche riflessive e collaborazione professionale per il benessere scolastico

Durata: 50 ore

Articolazione: 7 incontri con cadenza quindicinale

Modalità di erogazione: In presenza

Sede: Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT

Attestazione: Open Badge con prova finale e frequenza minima dell’80%. Le ore sono riconosciute ai sensi della Direttiva Zangrillo (16 gennaio 2025).

Ogni giorno, a scuola, il vero lavoro non è solo insegnare contenuti: è gestire relazioni. Con gli studenti, con le famiglie, con i colleghi.

Sono le relazioni — non solo i programmi — a determinare se un ambiente scolastico funziona davvero: se gli studenti si sentono accolti e partecipano, se il personale collabora invece di lavorare isolato, se le situazioni difficili si affrontano con metodo invece che con improvvisazione.

Al centro c’è il welfare rivolto alla popolazione giovanile: studenti riconosciuti, ascoltati, messi nelle condizioni di partecipare alla vita scolastica. Significa curare l’accoglienza, rendere accessibili comunicazioni e pratiche, prevenire l’isolamento, offrire spazi di ascolto, costruire corresponsabilità educativa tra scuola, famiglie e figure di sistema.

Il corso lavora su costrutti concreti e riconosciuti: clima scolastico, senso di appartenenza, partecipazione, collaborazione professionale, pratica riflessiva, inclusione e fornisce gli strumenti concreti per leggere e gestire le relazioni, le dinamiche di gruppo e le interazioni nei contesti scolastici — non con teoria astratta, ma con pratiche spendibili da subito.

Le giornate formative non trasmetteranno protocolli standardizzati per gestire conflitti o situazioni di disagio. Si lavorerà, piuttosto, sulla capacità di analizzare dinamiche relazionali complesse, costruire spazi di confronto professionale e sviluppare micro-azioni concrete, verificabili e trasferibili.

Due gli assi portanti: la collaborazione tra professionisti — lavoro d’équipe, condivisione delle informazioni, corresponsabilità educativa, comunità professionali di apprendimento — e la relazione scuola-famiglia, costruita attraverso comunicazione, partecipazione e partnership strutturate con le famiglie e il territorio.

L’inclusione non è un’etichetta: è una caratteristica del contesto scolastico. Si lavora su barriere, facilitatori e flessibilità dei percorsi di apprendimento con l’Universal Design for Learning (UDL) come metodo per progettare in anticipo condizioni realmente accessibili.

La formazione unirà teoria, analisi di casi reali, sperimentazione e confronto tra colleghi. L’obiettivo è uno solo trasferire competenze da utilizzare concretamente nel contesto lavorativo.

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